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Colli Fioriti


Basilica di Sant’Abbondio

Basilica di Sant’Abbondio

Como è nota per numerosi siti di rilievo artistico e culturale, oltre per essere a ridosso della sponda sud del ramo occidentale del Lago omonimo.

Soggiornando al Campeggio ai Colli Fioriti è possibile effettuare gite in giornata, essendo la città distante meno di un’ora dalla Valle d’Intelvi e la strada panoramica consente di costeggiare tutto il ramo di del lago sino a raggiungere il capoluogo.

Uno dei luoghi simbolo di Como è la Basilica di Sant’Abbondio, una chiesa romanica del XI° secolo la cui storia è però ben più antica.

 

Storia della Basilica

La Basilica di Sant’Abbondio si trova poco fuori il centro di Como, lungo via Regina ed oltre il fiume Cosia.
La storia di questa chiesa pare risalire addirittura al ‘400, quando Amanzio, terzo vescovo di Como dopo Felice e Provino e predecessore di Abbondio, attuale patrono della Diocesi di Como, decise di costruire una chiesa paleocristiana per custodire alcune reliquie degli apostoli Pietro e Paolo che aveva portato con sè dopo un recente viaggio a Roma.

Nell’818, la basilica divenne cattedrale e fu dedicata a Sant’Abbondio.
Fu sede vescovile sino al 1013, successivamente, venne affidata ai monaci benedettini che, tra il 1050 ed il 1095, riedificarono la chiesa in stile romanico e fu consacrata da Papa Urbano II il 3 giugno 1095.

In seguito, l’intero edificio passerà alle monache agostiniane, poi diverrà sede del Seminario Teologico mentre ad oggi appartiene alla parrocchia della Santissima Annunciata.
Nel corso dei secoli si sono susseguiti numerosi lavori di restauro che hanno riportato alla luce anche il perimetro della chiesa paleocristiana, attualmente segnalato da fasce di marmo nero presenti sull’attuale pavimento.

 

L’esterno della Basilica

La facciata in stile romanico, è scandita da lesene che posano su quattro colonne, di pregio sono i bassorilievi che fregiano il portale d’ingresso.
L’arco a tutto sesto romano poggia su colonnine che culminano in due semi-capitelli scolpiti a rilievo che riportano due aquilotti angolari con ali spiegate, una colomba e una testa felina in pietra.

I due campanili gemelli sono posti ai lati dell’abside centrale, nel 1784 uno dei due campanili crollò ma venne ricostruito cercando di renderlo il più simile possibile alla versione originale.

Lungo il fianco meridionale è possibile vedere la successione delle tre fasce corrispondenti alle navate interne, scandite da monofore e coronate in alto da una cornice di archetti. Le ghiere delle monofore dell’ordine medio e superiore, realizzate con blocchi di pietra squadrata moltrasina alternati a tufo per realizzare un effetto bicromatico.